Editoriali

Il buio è terminato, il Milan è tornato: ecco perché credere nel rinascimento rossonero

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Lunghi periodi di buio sono stati quelli che ha vissuto ogni tifoso rossonero negli ultimi anni. Dopo aver toccato il fondo però, il Milan è pronto a risalire e gli elementi per crederlo ci sono

GLI ULTIMI SUCCESSI – Era il 15 maggio 2011 quando i rossoneri festeggiavano il 18esimo scudetto della storia del Milan. Difficile era in quel momento immaginarsi ciò che sarebbe successo negli anni successivi, e a dire il vero, parlandone oggi, era praticamente impossibile indovinarlo. L’anno dell’ultimo scudetto è stato l’anno dei campioni, dei fuoriclasse, degli Ibrahimovic e dei Thiago Silva, dei Boateng e dei senatori Pirlo, Nesta e Gattuso.

L’INIZIO DEL DECLINO – La stagione successiva il Diavolo prova a fare il bis, ma non aveva fatto i conti con la fame e la tenacia della Juventus di Antonio Conte, che ha poi dominato la competizione per tutti gli anni successivi, fino ad oggi. Quel fallimento, quello scudetto sfumato all’ultimo è stato un clamoroso spartiacque per la storia rossonera. Dopo la disfatta infatti, due eventi hanno sconvolto il destino del Diavolo. Maggio 2012, termine della stagione, i senatori salutano per sempre San Siro: dicono addio Nesta, Gattuso, Inzaghi, Zambrotta e Van Bommel. A ciò si aggiunge due mesi più tardi la doppia clamorosa cessione degli ultimi due campioni rimasti: Ibra e Thiago entrambi al Psg.

IL BUIO TOTALE – Da lì in poi la crisi rossonera è esplosa. Berlusconi non ha più le energie fisiche, mentali ed economiche per custodire il Diavolo e gli effetti sono drammatici. Nella stagione 2013-14, dopo il doppio scontro contro l’Atletico Madrid, il Milan saluta anche la Champions League, che, da quel momento, non è più stato in grado di riabbracciare. La luce in fondo al tunnel sembrava vicina con la storica e dolorosa decisione da parte del presidente più vincente della storia del calcio: il Milan, il 13 Aprile 2017, passa alla gestione cinese di Yonghong Li. Rivoluzione societaria, via Galliani, dentro Fassone e Mirabelli. Una campagna acquisti milionaria sembrava aver segnato l’inizio di un ciclo vincente, ma la realtà è stata drammaticamente opposta. Come è andata con i cinesi lo sappiamo tutti: una gestione tanto misteriosa quanto caotica, che si è conclusa il 9 luglio di quest’anno dopo che il proprietario Li non è stato capace di coprire in tempo il debito contratto con Elliott, fondo che quindi ha rilevato, e tutt’ora gestisce, il club di via Aldo Rossi.

IL RINASCIMENTO ROSSONERO – Da lì ecco lo stravolgimento, l’ennesimo: fuori Fassone e Mirabelli, spazio ad un consiglio d’amministrazione affidabile e ai milanisti Leonardo e Maldini in dirigenza. Questo però sembra essere il definitivo cambiamento, dopo che il fondo era già stato ampiamente toccato. A Milanello inizia a respirarsi un’altra aria. Per i giocatori allenarsi di fronte a certe figure diventa fonte di stimolo e motivazione. Sul mercato poi Leonardo ha eseguito alcuni capolavori, ai quali tanto bene aveva abituato i tifosi rossoneri: arriva Higuain, ovvero il primo grande fenomeno in attacco dopo l’addio di Ibrahimovic. Arriva Caldara, che con Romagnoli formerà una coppia difensiva di una qualità mai vista a Milanello dai tempi di Thiago e Nesta. Viene confermato Gattuso, miglior timoniere che un Milan composto da cuori rossoneri potesse desiderare. Al momento, essendo la stagione appena iniziata, possiamo parlare solo di sensazioni. Ma una cosa è certa: questi colori sono tornati a brillare e ad essere considerati da tutti. E’ stato in tal senso emblematico l’inchino di Sergio Ramos a Maldini al termine di un’amichevole estiva contro il Real Madrid, simbolo di quel rispetto verso una storia che da quest’anno tutti hanno ricominciato a studiare.

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