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Campos, dal soprannome «tomba» a mago delle plusvalenze: ecco perché Elliott lo vuole

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Luis Campos è il nuovo probabile innesto in dirigenza per il Milan. Il mago delle plusvalenze non gode però di una grande reputazione

Un’altra stagione si è conclusa e con’esse l’ennesimo fallimento sportivo del Milan: la Champions League, che quest’anno sembrava essere veramente alla portata, è stata sfiorata, ma ancora una volta non raggiunta. Ecco allora che ci si appresta a vivere l’ennesima rivoluzione societaria: Elliott, fondo proprietario dei rossoneri, ha già da mesi chiaro in testa il Milan del futuro. Una squadra giovane, economicamente sana, che punta ad un’esponenziale crescita grazie ad importanti plusvalenze registrate a bilancio. In tale senso l’innesto a inizio anno di Gazidis è stata la prima, concreta, dimostrazione di tale filosofia.

Strategia che continuerà anche quest’estate con l’addio di Leonardo e il probabile arrivo, al suo posto, di Luis Campos. L’ex dirigente del Monaco potrebbe però assumere un ruolo diverso da quello del direttore sportivo, occupandosi più strettamente di operazioni di mercato. Ma chi è veramente Campos, e soprattutto, rappresenta il profilo giusto a cui affidare la rinascita del Milan?

L’INIZIO DA CIMITERO – Non è stata infatti subito rose e fiori la carriera del portoghese, che ha iniziato la propria esperienza sportiva come allenatore. Inizia ad allenare a 27 anni, collezionando però due fallimentari retrocessioni nel 2003 con il Varzim, nel 2005 con il Beira-Mar. Esperienze che gli sono valse il beffardo soprannome “campa“, in portoghese tradotto “tomba”. Questo appunto perché portava le sue squadre nel “cimitero della retrocessione”. Una volta interrotto il mestiere dell’allenatore, si reinventa consulente tecnico, ricevendo nel 2012 la chiamata di Mourinho al Real Madrid, con cui collabora per un anno.

MAGO DELLE PLUSVALENZE – La vera consacrazione arriva però al Monaco: assunto come direttore tecnico dal presidente Rybolovlev, Campos inizia la costruzione magica del club francese: nel 2014 caccia Ranieri dopo un secondo posto in Ligue 1 e al suo posto investe su Jardim. (Campos ama, su sua stessa ammissione, lanciare gli allenatori emergenti. Che possa essere un indizio per il prossimo tecnico del Milan?). Il dirigente portoghese fa grande il Monaco, fruttando circa 300 milioni complessivi di plusvalenze. Ve ne citiamo alcune: nel 2013 acquista Martial per 5 milioni, rivendendolo allo United per 80. Poi è il turno di Lemar per altri 5, ceduto all’Atletico tre stagioni dopo, a circa 70. Bernardo Silva (preso a 15, ceduto a 70), Fabinho (6, 45), Bakayoko (acquistato a 8, ceduto a 45) e molti altri, fino a Mbappè, la plusvalenza per eccellenza: 180 milioni di euro.

Dopo aver vinto il campionato davanti al Psg, Campos decide di cambiare aria e si trasferisce al Lille. E’ proprio quest’anno che il club francese ha lasciato tutti di stucco: la classifica finale recita infatti secondo posto. Con l’aggiuntiva di aver valorizzato talenti come Rafael Leao (centrocampista del ’99, 8 reti) e soprattutto Nicolas Pépé, classe ’95, 23 gol e 12 assist stagionali.

L’UOMO PERFETTO PER ELLIOTT – Ecco allora spiegato, ampiamente, il soprannome “mago delle plusvalenze”, che gli è valso. Facile anche capire perché Elliott abbia individuato proprio in lui il profilo ideale per il nuovo Milan. Qualora infatti le notizie dovessero concretizzarsi, Campos dovrà inscenare in via Aldo Rossi lo stesso miracolo proposto nelle sue passate esperienze. Un miracolo prettamente economico.

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