Editoriali

Scusi Suning, chi ha comprato l’Inter?

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Saltato Pastore il calciomercato dell’Inter e la figura di Suning subiscono un’importante ridimensionata che ci porta ad un’analisi assai ovvia: ma è davvero più solido di Yonghong Li?

Il mondo del calciomercato è assai complicato e, come sappiamo, non spesso facilmente prevedibile soprattutto in un momento come questo dove gran parte della ricchezza dell’intero movimento ristagna nei soliti 4-5 club. A farne le spese questa volta è l’Inter di Suning che, nonostante i mille proclami fatti nelle scorse settimane, si appresta a chiudere la sessione invernale di mercato 2017/18 con appena due acquisti low-cost e nessun big. Sembra infatti essere ormai ufficiale il dietrofront di Javier Pastore, vero obiettivo di Piero Ausilio, destinato a restare al Psg perché poco convinto dalla proposta (modesta) presentata dall’Inter del magnate Suning.

Proprio il capitolo Suning si appresta ad essere il più spinoso vista la quanto mai reiterata riverenza dimostrata da tutti gli organi di stampa al neo-proprietario nerazzurro soprattutto quando accostato al bistrattato Yonghong Li che in estate per rinforzare il Milan ha speso oltre 200 milioni. Il mancato arrivo di Pastore, giudicato elemento essenziale per continuare a lottare per la qualificazione alla prossima Champions League, mette in evidenza alcuni limiti finanziari del progetto societario nerazzurro che chiude così la sessione di calciomercato invernale con i soli arrivi di Lisandro Lopez e Rafinha (prestiti) due giocatori su cui piovono non poche incognite visto il poco utilizzo fatto di loro nei rispettivi precedenti club.

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