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Sacchi: «Il mio Milan è stato un leader positivo per tutti»

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Arrigo Sacchi, in una lunga intervista a Milan Tv, ha ripercorso le tappe della sua carriera in rossonero. Ecco le sue parole

Arrigo Sacchi, in una lunga intervista a Milan Tv, ha ripercorso le tappe della sua carriera in rossonero. Ecco le sue parole:

MILAN ’89 -«Il Milan è stata la più brava delle italiane. Quella squadra ha aiutato molto il calcio italiano, non è una casualita che in 10-11 anni abbiamo vinto 16 coppe europee. Nella scaletta il club è al primo posto con le sue visioni, la sua competenza e la sua storia e con il suo stile. Berlusconi diceva: vincere convincere e divertire. Quel Milan è stato un leader positivo per tutti, ha insegnato a tutti che era meglio attaccare che farsi attaccare, che era meglio avere il dominio del gioco che lasciarlo agli altri. Biosgnava lavorare, bisognava credere. Bellezza, emozione, spettacolo, divertimento, inclusione, innovazione, erano per me degli elementi che dovevi in assoluto cercare di frequentare. Una vittoria senza merito non era una vittoria. Quando vincemmo 4-0 a Roma che scrivemmo una pagina e mezza di errori Tassotti mi disse: lo sapevo che dovevamo vincere 8-0»

FILOSOFIA – «Quando sono arrivato al Milan ho cercato di convincerli. Dovevamo giocare contro il Napoli, c’era Maradona, grandissimo, un fenomeno, dissi beh la palla la abbiamo noi, Maradaona non l’avrà e se quando la palla ce l’hanno loro andiamo ad aggredire il portatore il suo passaggio non sarà preciso e se anche arriverà il passaggio a Maradona se siamo precisi, compatti lo andiamo a raddoppiare e triplicare»

TIFOSI – «Riempivamo gli stadi dappetutto, perchè la gente si divertiva, andammo a Napoli, battendoli e vincendo il campionato italiano e la gente applaudiva, ma quando è mai successo in Italia»

STELLA ROSSA -«Ci sono sempre quei momenti difficili, Mi ricordo a Belgrado, dissi: “Una persona scivola e cade sotto un treno, passa il treno ed è ancora sano e vivo, noi siamo ancora sani e vivia adesso tocca a noi”. Il presidente della Stella Rossa e il Sindaco di Belgrado prima che il nostro pullman partisse lo fermarono, salirono su e dissero: “veniamo a salutare i futuri campioni d’Europa»

REAL MADRID – «A certi livelli se hai l’opportunità di vincere e non vinci, paghi. Noi abbiamo dominato a Madrid, tanto che il pubblico ci applaudì, riuscimmo a pareggiare ma non a vincere. Il 5-0 fu poi fantastico ma la partenza non fu bellissima, ma dopo li sovrastammo»

STEAUA – «Giocammo il sabato contro il Cesena, che era in lotta per la salvezza, non facemmo una gran partita, fini 0-0, quando arrivai a casa mia moglie mi disse: “chiama subito il presidente che ti ha chiamato 4-5 volte”, non c’erano i cellulari, lo chiamo e mi diceh che la squadra si è mossa male e gli dissi che la mente umana può pensare solo una cosa alla volta, noi con la testa eravamo gia alla partita con lo steaua. Il giorno della partita lessi che uno dei giornalisti aveva scirtto che giocavamo contro i maestri della tecnica, che dovevamo aspettarli per batterli, mi ricordo che si alzò in piedi Gullit e disse: “Mister noi li attacchiamo dal primo secondo” e così fu. Avevamo acquisito una mentalità vincente riuscivamo a mantenere un buon livello»

BENFICA – «Ero così convinto di quello che dovevamo fare che dicevo se questa squadra gioca in trenta metri e rimane nessuno ci può battere. Avevamo visto che i difensori centrali del Benfica seguivano l’uomo e non sapevano quando si dovevano staccare e quindi facemmo due passaggi con Van Basten che venne incontro»

AMBIZIONE – «L’ambizione sana ti aiuta a vincere, ti aiuta a scacciare via le paure. Dicono che ci sia una concomitanza fra la grandezza del sogno e il lavoro che raggiungi, noi siamo andati oltre»

DIVERTIMENTO -«Lavorando poco non ho mai visto ottenere risultati poi ci dovremmo divertire per la prorpietà transitiva per come riusciamo a distrarre dalle proprie problematiche quelle 70000 persone allo stadio, più quelle che ci vedono in tv. Quando dai a loro il massimo dell’impegno e dell’emozioni loro ti saranno grati per tutta la vita»

LAVORO – «Era un gruppo intelligente, io li ho fatti lavorare molto, però siamo riusciti andare oltre il sogno a livello collettivo e individuale»

BARESI – «Con lui non c’ara bisogno di dire nulla. Basta che vedi quello che fa, non ha bisogno di parlare»

MALDINI «Paolo era una sorpresa continua, un ragazzo intelligente, non mi stupisce che stia facendo bene, mi sarei sopreso del contrario. È bravo. Come giocatore mi diceva Butragueño che Michel che giocava dalla sua parte non dormiva mai la notte. È stato un grandissimo»

PIOLI «È stato una grande sorpresa per me. Ha compiuto un capolavoro secondo me, è stato bravissimo. Una grande sorpresa, mi fa piacere. Sta stupendo non solo come allenatore. Lui alla base è sempre stato una grande persona, educato, per bene, mai presuntuoso, gli auguro tutto il meglio possibile. Sempre un piacere quando il Milan vince e gioca bene»

PARTITA CONTRO IL LIVERPOOL – «Sono sicuro che non sbaglieranno la partita ma devono imparare non solo a non sbagliare questa ma anche quella che verrà dopo, devi acquisire una mentalità vincente. Questa è frutto della determinazione del gruppo, della sua capacità lavorativa e della conoscenza. Un grande in bocca al lupo»

 

 

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