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Retroscena Ibrahimovic: indignato per il succo di frutta al minibar

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Retroscena Ibrahimovic: indignato per il succo di frutta al minibar. Lo strano aneddoto raccontato dallo svedese nella sua autobiografia

Tra i tanti retroscena curiosi emersi dall’ultima autobiografia (“Adrenalina“) di Zlatan Ibrahimovic ce n’è anche uno strambo sul suo periodo al Manchester United.

IL SUCCO AL MINIBAR – «Tutti pensano allo United come a un top club, uno dei più ricchi e potenti del mondo e visto dall’esterno mi sembrava così. Una volta lì, invece, ho trovato una mentalità piccola e chiusa. Un giorno ero in hotel con la squadra prima di una partita. Avevo sete così ho aperto il mini-bar e ho preso un succo di frutta. Abbiamo giocato e poi siamo andati a casa. Passò del tempo. Arriva la mia busta paga. Di solito non la guardo. Lo faccio solo alla fine della stagione. Quella volta, non so perché, ero curioso e notai che avevano preso una sterlina dal mio stipendio».

Ibra prosegue nel racconto: «Chiamai il team manager e chiesi come mai. Lui mi rispose: “Era il succo di frutta dal mini-bar”. Stai scherzando? No. Qui, se ordini qualcosa, devi pagarlo. Certo, ma non sono andato in albergo di mia iniziativa. Non ero in vacanza. Era il mio posto di lavoro. Ero lì per il Manchester. Se devo giocare e ho sete, devo bere. Non posso andare in campo disidratato”. Incredibile, una sterlina. Una cosa del genere in Italia non sarebbe mai successa. Questi sono i dettagli che fanno la differenza e guadagnano il rispetto dei giocatori. Ogni giorno, all’ingresso, mi chiedevano di mostrare i miei documenti per entrare nel campo di allenamento. Abbassavo il finestrino e dicevo alla persona al cancello: “ascolta amico mio, vengo qui ogni giorno da un mese. Sono il miglior giocatore del mondo. Se ancora non mi riconosci, hai sbagliato lavoro».

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