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Milan, tra i retroscena della frenata di Li e i futuri scenari

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Sembrava procedere tutto verso un esito positivo, con il Milan pronto a cambiare nuovamente proprietà e invece è arrivata la brusca frenata: Yonghong Li ha detto no e ora cerchiamo di capire le motivazioni che si nascondono dietro alla scelta

La telenovela societaria del Milan è ora al suo ennesimo episodio, quello più eclatante: dopo mesi di dubbi e perplessità sembrava essersi finalmente palesata la soluzione a tutti i problemi. Questa soluzione veniva da New York e aveva nome e cognome: Rocco Commisso, magnate miliardario italoamericano, che nelle ultime settimane ha condotto trattative serrate per aggiudicarsi più in fretta possibile il pacchetto di azioni di maggioranza dei rossoneri (parliamo di un’offerta pari a circa 500 milioni, compresi i debiti verso Elliott). Nella notte di ieri era attesa la fumata bianca e invece è arrivato il no di Li, che invece si è detto intenzionato a trovare semplicemente un nuovo socio per rifondare il debito con il fondo americano e poi avere più tempo per (eventualmente) vendere. L’offerta di Commisso però aveva una precisa scadenza temporale e non c’era alcuna intenzione di partecipare ad aste: o tutto o niente. Li allora ha di nuovo opposto resistenza, reclamando una percentuale di azioni più alta, e facendo innervosire il magnate italoamericano.

I MOTIVI DIETRO LA SCELTA – La prima ipotesi dietro a questo rifiuto di Li è sicuramente quella di cercare di strappare più soldi: la tattica attendista avrebbe così quindi il preciso scopo di far aumentare il valore del club e sondare il terreno per nuovi acquirenti. Seconda ipotesi è quella secondo cui il presidente cinese avrebbe trovato i 32 milioni per il rifinanziamento, scongiurando quindi l’ipotesi di un passaggio del club nelle mani di Elliott e potendo quindi gestire in prima persona la futura vendita del club. Ovviamente tutto entro ottobre, quando Li dovrà necessariamente aver versato tutti i 380 milioni di debito verso il fondo americano, che se non riceverà tale cifra in tempo, provvederà per prelevare il club rossonero immediatamente.

GLI SCENARI – Le tattiche degli “interventi all’ultimo secondo di Li” ormai le conosciamo bene, rimane solo da capire a cosa dovrebbero concretamente portare. Quello che è certo è che i 32 milioni vanno versati entro il 6 luglio, altrimenti il Milan diventa di Elliott e tanti cari saluti ai cinesi. Se i soldi saranno versati, il Milan rimarra cinese e ci sarà più tempo per avviare eventuali trattative di cessione. Qualora invece Elliott diventasse nuovo proprietario allora in pole position ci sarebbero già Ross e la famiglia Ricketts, contatti favoriti dal fondo americano. Questi sono quindi gli scenari, che vedono come unico protagonista Li: ago della bilancia e artefice del destino rossonero.

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