Editoriali

Il fuoco amico brucia la pelle del Milan. La testa deve tornare sul campo

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Milan bruciato dal fuoco amico di Gazidis e dal terremoto Super League. A Pioli è chiesto un ultimo grande sforzo

Le rocambolesche 48 ore che hanno proiettato prima il Milan fra le “12 sorrelle” di un calcio elitario chiamato Super League, e poi un ritorno al presente con la sconfitta, altrettanto rocambolesca, in casa contro il Sassuolo non possono non essere collegate. Il fuoco amico sparato da Gazidis sembra aver aperto una frattura, al momento risanabile, all’interno della dirigenza rossonera come testimoniato dalle parole di Paolo Maldini.

Questioni politiche e di responsabilità che però non fanno parte del vero e tangibile obiettivo stagionale dei rossoneri: la Champions League. La sconfitta di ieri contro il Sassuolo ha complicato un percorso che sembrava già tracciato ma che ora torna a presentarsi ostico. L’abilità di Pioli nel tenere la barra dritta nonostante il terremoto che si palesa intorno al gruppo deve resistere ancora: lunedì nello scontro diretto con la Lazio all’Olimpico il Milan non potrà avere distrazioni, nonostante queste ultimamente arrivino da chi siede ai piani alti della loro stessa casa.

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