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Ibrahimovic ed il fattore “palle alte” chiesto da Pioli – ANALISI TATTICA

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Nel primato del Milan in Serie A molto c’è di Zlatan Ibrahimovic: ecco il dato sui duelli aerei che spiega il modo in cui i rossoneri si affidano al loro leader

Nelle settimane passate, abbiamo scritto della grande verticalità del Milan di Pioli, che a volte dà quasi l’idea della frenesia. I rossoneri, che si esaltano quando si dilatano le distanze, vogliono arrivare in porta velocemente. Non è un caso che, per esempio, Calhanoglu si stia finalmente esaltando, proprio perché il Milan è una squadra di transizione, che ama gli attacchi rapidi.

Ibrahimovic, ovviamente, condiziona molto il palleggio dei rossoneri. Spesso il Milan, quando incontra spazi ingolfati, non cerca di consolidare il possesso e di palleggiare con pazienza: al contrario, arriva piuttosto velocemente al lancio lungo, senza pensare più di tanto ad alternative o a una risalita palla a terra.

A volte questo si rivela un handicap, con l’attuale capolista che perde qualche pallone di troppo. Va però detto che, di solito, lo strapotere fisico di Ibrahimovic semplifica molto la risalita del Milan. Lanciando su di lui, i rossoneri arrivano in maniera rapida nella trequarti rivale, riuscendo così a superare il pressing avversario. Lo svedese è determinante nel fare guadagnare metri alla propria squadra, con i compagni (Calhanoglu e Leao su tutti) che sono bravissimi a raccogliere le seconde palle e a sfruttare le sue sponde. In tal modo, il Milan riesce a prendere alla sprovvista l’avversario e ad attaccare in situazioni di campo aperto.

I dati sono piuttosto eloquenti. Ibrahimovic è l’attaccante della Serie A che per distacco tenta (9.2) e vince (6.6) più duelli aerei ogni 90‘. Basti pensare che Dzeko (un altro fuoriclasse nel gioco aereo), al secondo posto in questa particolare classifica, ne vince “solo” 4.4 ogni 90.

Queste statistiche dimostrano come il Milan si aggrappi molto a Ibra non solo negli ultimi metri di campo, ma per l’intera risalita del campo. Con una risorsa come lo svedese, i rossoneri possono anche permettersi un palleggio meno elaborato e qualitativo dietro. Tanto, in avanti c’è un “ragazzino” di quasi 40 anni che le prende tutte di testa. Ancora una volta, Ibrahimovic da solo è riuscito a stravolgere il rendimento di tutta la squadra, con i trequartisti e le punte che traggono molti benefici dagli spazi liberati dallo svedese.

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