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Gazidis: «Siamo sulla strada giusta ma il focus è sullo Spezia»

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Gazidis ha concesso una lunga intervista ai microfoni di Sky parlando del progetto del Milan e di come si sta sviluppando

Intervenendo ai microfoni di Sky Sport 24, l’amministratore delegato rossonero Ivan Gazidis ha dichiarato:

«Grazie per essere qui, benvenuti nel nuovo ‘studios’ del Milan. Siamo orgogliosi. E’ la prima volta che parlo in italiano. Proviamo».

SU MILANO: «Sono innamorato di Milano. Città speciale. Durante il lockdown, ho visto la forza ed i sentimenti degli italiani, dopo questa fase mi sento davvero ‘milanese’. Città e gente simpatica. Il mondo è cambiato ma adesso siamo tutti più forti Milano è una città internazionale, ma con storia e cultura profonda. E’ una città che guarda avanti. È una città che vive».

PASSEGGIATE PER MILANO PER IMPARARE L’ITALIANO: «E’ vero! Il mio insegnante un giorno mi disse: ‘ho una sfida da proporti: devi trovare San Siro’. Il primo giorno a Milano, camminai dai Navigli fino a San Siro, a piedi: ci misi 3 ore».

FARE L’AD IN ITALIA E IN INGHILTERRA: «E’ differente. Ho vissuto tre carriere. La prima negli Stati Uniti: avevamo l’idea di creare una nuova Lega, ovvero la MLS. Era una grande sfida. Poi ho fatto il direttore tecnico per la lega. In MLS, i giocatori firmano per la lega ed era un ruolo tecnico. Poi sono andato all’Arsenal con Wenger: un grande allenatore ed anche un direttore tecnico oltre ad essere un grande uomo, ma li lavoravo per il ‘fuori campo’. Mi occupavo dello sviluppo della parte commerciale. Adesso al Milan serve visione totale, campo e fuori. Una visione chiara, condivisa da tutti».

COME VIVE IL MOMENTO: «E’ come se fossimo in un sogno, ma non abbiamo vinto nulla. Siamo sulla strada giusta. Noi lavoriamo ogni giorno. Il focus è La Spezia. Di notte sogno come i tifosi, ma di mattina lavoro, questa è la nostra attitudine».

SU PIOLI: «Pioli è un uomo intelligente. E’ una persona semplice ma profonda. Stefano ha capito subito che qui c’è pressione. È arrivato in un momento duro. La cosa impressionante è che si è focalizzato sul lavoro, non con le parole, ma con i fatti. Non ha mai badato alle voci. Ha provato a tutti che ha la capacità per gestire un club così grande. Per questo sono ‘innamorato’ di Stefano».

VICENDA RANGNICK: «Per me la scelta va fatta per merito sportivo. L’ho sempre detto a Stefano e lui lo ha capito. La cosa che mi ha sorpreso è stata l’attitudine sul campo di Pioli. Un approccio moderno, che abbraccia i talenti giovani che noi abbiamo portato in rosa. Stefano usa dati, analisi, video, e capisce che i 5 secondi di transizione sono i momenti più importanti del calcio. Un anno fa esatto, abbiamo perso contro l’Inter… Ma da lì capimmo che c’era qualcosa. Abbiamo visto un modo di gioco che ci ha dato consapevolezza nel suo lavoro. Da lì abbiamo capito che Stefano era la scelta giusta».

GRANDE SQUADRA: «Se tu mi dici è merito di Pioli, io ti dico di sì. Se mi dici che è merito è di Maldini e Massara, io ti dico di sì. Se mi dici che merito di Ibra, io ti dico di sì. E’ una somma di storie e tutte queste storie, tutti questi punti sono veri».

RAPPORTO CON MALDINI: «All’inizio avevamo lingue e culture differenti. Ma adesso stiamo crescendo insieme. Adesso la nostra relazione è forte. E si vede, c’è unità nella squadra e nella società. Ma è anche importante che non sempre si sia d’accordo, ed è normale che sia così. Paolo, per me, rappresenta il club, la storia. Ma non l’ho scelto per questo. Vedevo in lui qualcosa di speciale. Un uomo umile e di valori, con voglia di imparare. Pensa alla squadra, è onesto, ha qualità. E’ un uomo che si distingue anche nei momenti difficili. Io spero che Paolo resti qui a lungo, non vedo un limite per Paolo qui. E’ da Milan, è speciale».

SU IBRAHIMOVIC: «E’ l’eccezione a tutte le regole. Ibra è speciale, ha qualità personale e tecnica. E’ incredibile anche a livello fisico. E’ fantastico».

SULLA POSSIBILITA’ CHE RESTI: «Assolutamente tutto è possibile. La realtà è che questa sfida, per Ibra è la sfida più grande, bella e romantica della sua carriera. Sente emozione per questo club. Lui potrebbe ritirarsi domani, avrebbe già fatto tutto. Ma questa sfida è speciale: guidare un gruppo verso nuove frontiere. E credo lui senta questa sfida. Può rinnovare? Perchè no…».

CALHANOGLU E DONNARUMMA: «Vogliamo che restino qui. Sono importanti per questa squadra. Stiamo facendo di tutto per arrivare ai rinnovi. Gigio e Hakan son grandi persone e grandi professionisti. Faremo tutto il possibile, ma sarà anche una scelta dei giocatori che rispetteremo. Ma ho fiducia sul fatto che troveremo un accordo».

CALCIO POST COVID: «Questo periodo di Covid ha dimostrato che il calcio non può andare avanti in questo modo. Il Milan ha passato un momento duro. I ricavi erano pochi. La coperta era corta e le spese tante. Era dura avere un bilancio sano e migliorare le prestazioni della squadra. Ma la sfida è grande ed è in corso. Questo club non deve dipendere da una persona. Stiamo facendo di tutto per riportare il Milan in alto, non è facile, non abbiamo vinto nulla, ma la sfida è ancora in corso».

 

 

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