Milanello

Gattuso e il tornello delle punte: giusto affidarsi all’ultimo che segna?

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Le colpe di un attacco sterile vanno divise a metà, Gattuso ha strutturato un nuovo criterio di scelta per mettere una pezza al calciomercato sbagliato

Che il Milan in questa stagione abbia avuto difficoltà sotto porta è un dato di fatto, i rossoneri sono il decimo attacco in Serie A, ma che dopo oltre 31 giornate ancora non si siano fortificate delle gerarchie ben solide nel reparto avanzato è cosa meno spiegabile: Gattuso quest’anno ha voluto staffettare le proprie prime punte in una sorta di “Fai gol, allora giochi tu”; un po’ quello che dovrebbe accadere domenica pomeriggio con Nikola Kalinic, rossonero autore del gol del pari contro il Sassuolo, in pole per la maglia da titolare per questo weekend.

Un criterio di scelta insolito ma comprensibile quello di Gattuso, i due nuovi acquisti del reparto avanzato (Kalinic e André Silva) hanno oltremodo deluso le aspettative e soprattutto i quasi 70 milioni spesi per portarli in rossonero. L’unica semi-certezza per lunghi tratti della stagione è stata Cutrone, ancora troppo giovane per sobbarcarsi l’onere di detenere la maglia da titolare di un Milan alla caccia del quarto posto. Errori sul calciomercato che, come ovvio, si ripercuotono anche sul mento verde: in tanti in estate ipotizzavano all’arrivo di Aubameyang, Diego Costa e Belotti (nei fatti trattati da Mirabelli), operazioni poi saltate con la decisione di rinforzare il reparto difensivo con l’arrivo di Bonucci. A Gattuso, anche in questo caso, la responsabilità di metterci una pezza.

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