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Gattuso: «Senza Mirabelli non avrei accettato. Cutrone? Lavori e faccia l’amore»

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Le parole di Gennaro Gattuso in conferenza stampa alla vigilia della partita contro la Sampdoria che dirà molto delle velleità europee della squadra rossonera

E’ un Gennaro Gattuso piuttosto concentrato e carico quello che ha parlato oggi a Milanello in vista della delicata partita contro la Sampdoria, in programma domani sera alle ore 20.45 a San Siro: «E’ normale che bisogna trascinare i giocatori con voglia e senso di appartenenza, aver 50 mila che spingono per i nostri è come quella dei vecchi tempi, ieri ero rimasto a 40 mila, speriamo di riportare lo stesso entusiasmo. Conta che chi viene ci mette passione, so bene cosa può dare San Siro. Devo essere bravo io a mettere la squadra bene in campo. Difesa? Non è solo nei singoli, è un periodo che giochiamo di reparto, c’è un lavoro di tutta la squadra. Anche Calhanoglu e Suso tante volte possono sviluppare diversamente ma fanno un lavoro importante anche dietro, siamo corti ed è importante. Anche gli attaccanti si sacrificano, speriamo di continuare così. Sottolineerei le prestazioni di tutti».

NESTA-THIAGO SILVA COME BONUCCI-ROMAGNOLI? – «Mi piacerebbe che parlassimo dei 4 di difesa, non dei due centrali e basta. Difficilmente diamo campo agli avversari e ci facciamo attaccare dietro, anche Abate, Calabria, Borini, Antonelli stanno facendo bene. Leo deve essere un esempio per la squadra, quando parlo del campione non è solo chi gioca ma quello che si allena a 1000 km/h, rompe le scatole e questo non vuol dire essere presuntuoso. Il campione mette veemenza e professionalità, al Milan serve questo. Ci sono stati grandissimi giocatori ma anche grandi professionisti, noi abbiamo bisogno di esempi come questi. Bonucci per un allenatore è una fortuna, speriamo di alzare l’asticella. Per giocare al calcio non dobbiamo dare nulla al campo».

MILAN-SAMPDORIA – «Non possiamo sbagliare, sono tre punti davanti. Loro possono sbagliare, noi no. Mando al mittente i complimenti, la nostra classifica non è bellissima e giochiamo con una squadra ben organizzata e allenata, tanti di loro giocano insieme da anni e bisogna fare una grandissima prestazione. Non vado alla ricerca di scuse, stanchezza o nulla. La stanchezza parte dalla testa, ci giochiamo tanto. Nei primi 20′ con Ludogorets avevo la sensazione che si stavano risparmiando, se dobbiamo affrontare la Samp timorosi e bassi, si rischia grosso».

SPAL E LUDOGORETS PEGGIO DI UDINE – «Lì abbiamo sofferto un po’ Lazzari, con il Ludogorets abbiamo sbagliato tanto nei primi 20′, ci sta perché in Europa succede. L’atmosfera è diversa, la squadra la si conosce poco ma. Diamo la sensazione che soffriamo ma che è difficile farci gol, e questo è un bel segnale».

AL POSTO DI KESSIE’ – «Montolivo ti dà esperienza e qualità, ha un passo diverso di Locatelli. Locatelli ti dà freschezza, qualche inserimento in più ed è più giovane. Gli incontristi domani devono fare qualcosa in più, non subire gli avversari. Mettersi bene, oggi non abbiamo un giocatore con le caratteristiche di Kessié anche quando c’era mercato aperto, domani andremo alla ricerca di dare qualcosa in più, l’1 o 2%».

IPOTESI GLASGOW – «Per me c’è il Milan, la Sampdoria domani. Spero di rimanere al Milan, quando dico che ci arrivo, la sento con stanchezza. La priorità più grande è rimanere ma l’ultimo problema della società sono io, ringrazio Fassone e Mirabelli per la possibilità. Se sono qui è perché hanno creduto in me, posso anche aspettare il 31 agosto, la priorità è al Milan. Se ci sono i presupposti, la mia priorità è questa».

POCHI GOL SUBITI NEI PRIMI 15′ – «Devi sperare che non prendiamo gol nei primi 15 minuti (ride, ndr). Io analizzo le partite e le caratteristiche degli avversari, quando i miei ragazzi dello staff mi fanno notare le statistiche io strappo subito i fogli. Mi dispiace che la prepariamo oggi e domani, c’è poco tempo e c’è la consapevolezza e non lo nego che ho copiato tante cose da Giampaolo. E’ un allenatore che vale, so come fa giocare le squadre. Dobbiamo giocare con personalità e accorgimento tattico, se sbagli non perdona».

PROSSIMO STEP – «Continuità di risultati e prestazioni, riuscire a sviluppare meglio. Tante volte creiamo difficoltà agli avversari, quando lo facciamo meno siamo prevedibili e questo non mi piace. Sento imbucate, imbucate, imbucate ma tante volte dobbiamo essere molto più bravi, tante volte ci vogliamo arrivare con una palla difficile e quando perdi palla diamo campo agli avversari, possiamo svilupparla molto meglio».

DOVE ALZARE L’ASTICELLA – «Voglio vedere, toccare con mano. Nessuno deve mollare, lo dimostra Borini che fa due gol in un quarto d’ora, Rodriguez segna. Ci sta che qualcuno non sia contento, non bisogna lasciare nulla al caso. Non a livello personale ma per il bene della squadra che è composta da 25 giocatori. Il nocciolo è lì, per me è qualcosa di nuovo che voglio giocare ogni tre giorni, non possiamo lamentarci. Siamo allenati per far fatica, ci ha messo del suo, ha lavorato tanto e non dobbiamo aver paura. L’unica è quella di sottovalutare l’altro, scendiamo in campo belli battaglieri e che possiamo crescere».

SCELTA DI FASSONE E MIRABELLI – «Chi mi ha visto da giocatore lo sa. Il Milan l’ho voluto lasciare io, Galliani per settimane mi chiamava, me e mia moglie. Ho avuto un rapporto eccezionale con tutti, mi sento capo ultrà, magazziniere, capitano, centravanti. Per me era un sogno, ho sempre tifato Milan da bambino. E’ durato tantissimi anni, ho fatto una scelta, dicevano che potevo fare la Primavera o lavorare con Allegri 5 anni fa. Era arrivata la parola ‘game over’, sapevo che potevo trovare qualcosa di diverso ma sono rimasto umile e ho lavorato con ragazzi di 18/19 anni. Se non c’era Mirabelli non avrei accettato, mi ha chiamato 20 volte al giorno, la mia paura è che non ero capace di estrarre il massimo dai ragazzini. Anche a Pisa avevo lavorato con i ’97/’98, Mirabelli mi ha convinto, Riccio e Innocenti erano lucidi e siamo venuti. Ho visto una società che mi voleva, sapevo come lavorava Mirabelli. La pressione la sento quando faccio allenamento, ci metto impegno in tutto. Ho provato a vivere o gestire le cose in modo diverso ma non sarei io, preferisco soffrire e lavorare così».

RAPPORTO COI GIOCATORI – «Parlo tanto in campo, fuori no. Li martello per far tirare qualcosa in più anche quando si sentono tristi e non protagonisti. Quando vedo qualcosa che un mio giocatore ha un problema cerco di aiutarlo, lo spogliatoio non so nemmeno come è fatto. Non sto là a dare spiegazioni, lo devo mettere in condizione di allenarsi al massimo e, quando lo chiamo in causa, possa dare il massimo. Quando c’è la possibilità che possa giocare, vado e ci parlo».

L’ANDATA – «Non l’ho rivista perché siamo diversi. Mi piace come difende la porta, palla coperta. E’ un professore, quando lo sento parlare, a Coverciano mi ha aperto un mondo. I concetti mi piacciono molto, qualche copia-incolla l’ho fatto».

CRITICHE – «Ho vinto campionato C e B, 40 punti senza un presidente vale uno Scudetto. Per 6 mesi senza stipendio, presidente. Le società sono fallite, abbiamo continuato a giocare con sacrifici. Chi me l’ha fatto fare? Eh sì, lo so. Io ho aiutato i ragazzi che non riescono ad andare in Nigeria, li ho comprato i biglietti per i viaggi. Io devo continuare a fare quello che so fare, quello che pensa la gente non ci posso fare nulla. Per anni mi hanno attaccato l’etichetta ‘solo grinta, solo corsa’. Era la cosa che sapevo fare meglio, volevo diventare il più forte. Se non ero in grado di giocare a calcio non stavo 14 anni al Milan. Se si dovesse pagare quando si parlerebbe, molti starebbero zitti».

EUROPA LEAGUE – «Poi faremo la conta, si prepara la partita con qualche acciacco. Speriamo di recuperare tutti, la paura più grande è far capire che non è che non c’è fiducia negli altri ragazzi, vedo che si allenano con continuità, recuperano. Gli altri recuperano bene, da domani può succedere che qualche giocatore non recuperi e altri mi diano il 100%. E’ una coincidenza che giocano gli stessi giocatori».

DONNARUMMA – «Era un gesto che aspettavo, l’ha facilitato il contatto face to face con i tifosi. Credo, aldilà del ragazzo giovane, che uno della sua età ha già senso d’appartenenza, ha bisogno di fiducia e affetto. Non quantifichiamo per quanto guadagna, adesso ha bisogno d’affetto e dell’ambiente, nostro e dei tifosi. Mi ha fatto piacere e sono molto contento».

CUTRONE – «Con Cutrone dovete stare tranquilli, anche lui è giovane. Non facciamo paragoni, Nazionale, Coppa del Mondo. Deve crescere, di esempi ce ne sono tanti. Voliamo basso, deve lavorare e non deve pensare che in questo momento è il più giovane ad aver fatto più gol nel Milan. Deve lavorare, lavorare, lavorare, riposare, riposare, riposare. Spero trovi una bella fidanzata che così stia a casa e che faccia l’amore (ride, ndr)».

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