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Gattuso difende Donnarumma e Kalinic, ma il rapporto con i tifosi è ormai incrinato

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Gennato Gattuso al termine del match contro l’Atalanta ha difeso Gigio Donnarumma e Nikola Kalinic

Il pareggio di oggi tra Atalanta e Milan è valso ai rossoneri la qualificazione matematica in Europa League per il secondo anno consecutivo. L’errore di Donnarumma sul gol di Masiello ha ristabilito l’equilibrio all’Atleti Azzurri d’Italia. Molti fischi da parte dei tifosi al portere che in finale di Coppa Italia aveva commesso due gravi ingenuità: «Non diamo le colpe sempre a Gigio. Non mi sembra un errore. È una legnata da un metro e mezzo. Gigi deve stare tranquillo. Ha 19 anni, viene giudicato per i soldi che guadagna, ma l’esperienza non si compra al supermercato. Tutti sbagliano, anche Buffon alla sua età commetteva qualche errore» – ha sottolineato Gattuso ai microfoni di Premium Sport al termine del match contro i nerazzurri.

Bersaglio dei milanisti anche Nikola Kalinic che ha molto deluso in questa stagione: «È un aspetto che andrà valutato insieme alla società, però faccio un appello: domenica ci giochiamo tutto con la Fiorentina e spero che non venga fischiato. Nikola è un giocatore importante, che si muove bene e ha tecnica, lo ha dimostrato a Firenze, forse è anche colpa nostra se quest’anno non ha reso come in passato».

Sulla partita contro l’Atalanta dopo la sconfitta in finale di Tim Cup: «Reazione? Penso che ci sia stata. Non era facile venire in questo campo, l’Atalanta è una grande realtà. C’è rammarico perché potevamo chiuderla qui. Oggi abbiamo dimostrato grande personalità e non era facile fare la prestazione che abbiamo fatto qui».

Sul futuro: «Futuro? Faremo delle valutazioni a fine stagione. Domenica abbiamo una partita importante e spero che non venga fischiato e spero che venga appoggiato per 90-95 minuti perché ci giochiamo tanto con la Fiorentina. In questa stagione ha avuto 9-10 palle nitide. Per come si muove e per la tecnica che ha, è un giocatore molto importante. Ha sempre fatto gol, ma forse non siamo stati bravi nemmeno noi a metterlo nelle condizioni di far male agli avversari».

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