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Ganz: «Siamo più forti di prima non ci nascondiamo»

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Maurizio Ganz ha rilasciato una lunga intervista sulle pagine di SportWeek, parlando di Milan e di calcio femminile, ecco le sue parole

Maurizio Ganz ha rilasciato una lunga intervista sulle pagine di SportWeek, parlando di Milan e di calcio femminile, ecco le sue parole:

SUL MILAN«Ripartiamo dall’impegno dimostrato, dal calcio che abbiamo sviluppato in due anni e dalla consapevolezza di ciò che ci manca per salire l’ultimo gradino e arrivare a vincere. Abbiamo preso delle giocatrici di esperienza e con qualità diverse, pur mantenendo le 15-16 che considero fondamentali per il gruppo. Siamo più forti e lo vogliamo dimostrare».

SULLA DIRIGENZA«Viene spesso all0 stadio, Maldini mi manda sempre messsaggi, Gazidis ripete che siamo l’orgoglio della società».

SULL’ ACQUISTO DI GIULIANI«Il Milan sta cercando di costruire un futuro vincente. Giuliani porta esperienza, l’abitudine a vincere e una mentalità sempre positiva».

SUL CALCIO FEMMINILE  – «Conoscevo il calcio femminile solo attraverso la televisione. Alla mia presentazione alla stampa, la prima domanda fu: “Maurizio, hai passato la vita nel calcio maschile e adesso arrivi in quello femminile…”.Non gliel’ho fatta finire. Ho risposto: “Se partiamo così, partiamo male. Il calcioècalcio.Punto”. Oggi, dopo due stagioni con queste ragazze, ne sono Qui ho trovato un ambiente genuino, giocatrici–non solo le mie– che non si risparmiano e hanno ambizione, perché sanno che questo è il loro momento. Il calciofemminile è increscita e le  ragazze lo sanno.In partita danno tutte
il centopercento e fino al 95’ non smettono di correre.È quello che piace a me perché io ho sempre vissuto e interpretato il calcio allo stesso modo»

SUL RAPPORTO CON LE GIOCATRICI – «Le mie ragazze non hanno bisogno di questo. Non hanno bisogno di uno che vada dritto al loro cuore, ma che cerchi di entrare piano nella loro testa. Non chiedonoemotività, ma razionalità. Insomma, anche le giocatrici, come tutte le donne, devi saperle prendere, conquistare poco alla volta. Col maschio usi l’ignoranza, con la femmina è meglio il ragionamento».

SUI PREGIUDIZI – «Quando mi dicono che non è calcio. Mi fanno imbestialire. Allora non è calcio niente. Non lo è quello dei dilettanti perché non è al livello dei professionisti; non lo è quello giovanile perché non  è al livello di quello dei grandi…Con le ragazze svolgo lavoro atletico, tecnico e tattico: certo, forza e velocità sono diverse rispettoagliuomini, ma cosa vuol dire?Io ho visto partite di Serie A maschile che dopo cinqueminuti mi hanno fatto spegnere il
televisore. Se ne guardi una femminile resti incollato davanti allo schermo, perché le ragazze vanno a tutta fino alla fine»

SUL FUTURO – «Rispondo come al mio primo giorno, a quella domanda sulle differenze tra gliuomini e le donne: nel mio futuro c’è il calcio»

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