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ESCLUSIVA MN24 – Graffiedi: «Rangnick? Preferisco Pioli. Leao ha bisogno di Ibra»

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Abbiamo intervistato in esclusiva Mattia Graffiedi, ex attaccante del Milan: con lui abbiamo parlato dell’attualità rossonera

La nostra redazione ha contattato in esclusiva Mattia Graffiedi, ex attaccante del Milan. Con lui abbiamo parlato dell’attualità rossonera, facendo luce sulle tematiche più scottanti del momento.

Sulla questione allenatore – «Io rimango estimatore di Stefano Pioli. Ha fatto tanto bene e spero si possa continuare con lui. Lo scoppio della pandemia ha penalizzato un lavoro ottimo che stava portando avanti. Per quanto riguarda Rangnick ci sono tanti enigmi: è straniero, non conosce il calcio italiano e non so quanto possa fare il bene del Milan»

Su Ibra e sull’eventuale ricerca di un nuovo attaccante – «Il Milan sta puntando su tanti giovani, sta cercando di ricostruire la squadra affinché torni ad essere competitiva. Spero che Ibra rimanga, nonostante la linea verde, perché è ancora un fondamentale punto di riferimento e ha dimostrato di poter fare ancora la differenza. Per quanto riguarda l’eventuale ricerca di un nuovo attaccante si è parlato di Milik, ma io punterei su un altro attaccante di spessore, una guida che faccia crescere gli altri giovani»

Su Leao – «Leao è stato poco continuo. Le giocate le ha, ma è ancora un giovane acerbo e  ha bisogno di esperienza al suo fianco per essere aiutato. Da solo fa fatica e rischia di perdersi»

Su Donnarumma – «Donnarumma farebbe le fortune di qualsiasi club europeo, garantendo la titolarità in porta per altri 15 anni. Capisco le trattative economiche con Raiola e le difficoltà legate al rinnovo, ma da tifoso e da italiano spero che possa rimanere al Milan»

Sulla ripresa del campionato – «Se ci sono le condizione bisogna tornare a giocare. Il calcio è una bella base da cui ripartire e sarebbe un bel segnale per tutto il paese. E’ un gioco, ma vorrei vedere le squadre di nuovo in campo. Vorrebbe dire che le condizione sono migliorate e aiuterebbe a sollevare l’umore generale»

Sulla degenerazione targata Milan – «E’ cambiato tanto. Il calcio fa parte di cicli. Adesso il Milan sta subendo continue rivoluzioni dirigenziali. Con Maldini e Boban c’erano figure storiche, che conoscevano bene i colori rossoneri. Mi auguro che Maldini possa rimanere, perché del vecchio Milan non c’è più niente»

Sulla gestione straniera del Milan – «La priorità sembra essere economica e non di calcio. L’addio di Maldini vorrebbe dire che non ci sono i presupposti per lavorare al meglio e fare il bene del Milan. Le proprietà straniere ben vengano se possono dare una mano a livello economico, ma non mi convincono più di tanto».

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