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Corini: «Tonali? Non sono sopreso, lo vedremo ai Mondiali»

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Eugenio Corini, ha parlato a Tuttosport di Sandro Tonali, suo ex giocatore al Brescia e ora al Milan. Ecco le sue parole

Eugenio Corini, ha parlato a Tuttosport di Sandro Tonali, suo ex giocatore al Brescia e ora al Milan. Ecco le sue parole:

TALENTO – «Non avevo il minimo dubbio che quest’anno sarebbe partito alla grande, le difficoltà della scorsa stagione in rossonero, si spiegano innanzitutto con il fatto che è arrivato al Milan dopo tre anni al Brescia nei quali aveva sempre tirato la carretta senza poter fare vacanze in estate perchè impegnato con le Nazionali giovanili. Un po’ per via di questa stanchezza e un poì per il normale ambientamento con il quale oveva fare in conti in una grande società, a Sandro è servito il tempo necessario e adesso si sta esprimendo per quella che è la sua grande qualità».

NAZIONALE – «Di fatto lui è un giocatore da Nazionale maggiore, ma era giusto che facesse questo passaggio con Nicolato perchè funzionale all’obiettivo che hanno gli azzurrini. Dico di più: Tonali poteva rientrare tranquillamente nell’elenco di chi è andato agli Europei, ricordo che Mancini lo seguiva già quando era in B al Brescia con me. Purtoppo il primo anno al Mlna ha fatto sì che qualcuno lo superasse nelle gerarchie, ma non ho dubbi che lo troveremo ai prossimi Mondiali. Fa tutto parte di un percorso naturale, una crescita bellissima e graduale, l’ideale per un giocatore come lui che, non dimetichiamolo, ha solo 21 anni».

PRIMO GOL – «Mi ha scritto dopo il primo gol che ha segnato con la maglia del Milan, un gol alla Pirlo nel quale c’è tutto quello che è Sandro. Mi ha fatto piacere che si sia subito ricordato di me».

RUOLO «E’ un tuttocampista. Uno che nel calcio moderno si inserisce alla perfezione perchè sa abbinare due caretteristiche quella del costruttore di gioco e quelle di colui che va a portare il pressing oppure s’inserisce per andare al tiro cercando il gol. Adesso che sta bene segnerà con una certa regolarità».

PRIME IMPRESSIONI – «Mi colpì subito le sua presenza in campo. Presenza scenica direbbero a teatro. Era una figura ben delineata in mezzo a compagni molto più esperti. Vidi subito in lui un mix esplosivo di forza e talento. Con i miei collaboratori capimmo che poteva diventare un giocatore importante per la nostra stagione e che ci consentì di riportare il Brescia in Serie A dopo 8 anni».

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