Editoriali

Cambia il tecnico ma non il risultato: si esce da San Siro a testa bassa

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Cambia tutto e niente al Milan: il pareggio di questa sera contro il Lecce pone forse già la parola fine alla lotta al quarto posto

Il pareggio di questa sera tra Milan e Lecce segna una linea di continuità con quanto visto in precedenza con Giampaolo: il risultato. Come il suo predecessore anche Pioli oggi ha potuto vantare una discreta superiorità territoriale attestata, al contrario di prima, anche con i tiri in porta (22) ma Leao spreca tanto, diciamo tutto.

Calhanoglu, tornato dalla Turchia tra mille polemiche, si traveste da leader tecnico del Milan e porta in vantaggio i suoi con uno splendido tiro che da l’illusione che qualcosa sia cambiato. Il primo tempo si chiude tra gli applausi, poi il resto è un ritorno al passato.

Nella ripresa il Milan soffre l’intensità ritrovata del Lecce che, complice il subentro di Farias, prende coraggio e approfitta di un tragicomico errore di Conti che dentro l’area intercetta di mano un cross dei salentini: rigore. Babacar dal dischetto trova un Donnarumma stoico ma sfortunato, la respinta infatti premia il centravanti ghanese che a porta vuota fa 1-1.

Il Milan subisce il colpo e Pioli decide di cambiare: dentro Krunic e Piatek, fuori Paquetà e Leao. Ora il salto nel passato è ancora più profondo: Piatek raccoglie un rasoterra su una giocata strabiliante di Calhanoglu e realizza su azione il primo gol stagionale (non succedeva da circa sei mesi) e tutto sembra finalmente andare bene. Alla fine però la dea Bendata decide la propria vittima e Calderoni, solito “sconosciuto” che ammutolisce la San Siro rossonera, realizza un gol da cineteca con un tiro che s’insacca all’incrocio dei pali.

Cambia tutto e non cambia niente, appunto.

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