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Bianchi: «Milan e Napoli certezze, sarà un grande spettacolo»

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Ottavio Bianchi ha parlato alla Gazzetta dello Sport dicendo la sua in vista del big match di domani sera tra Milan e Napoli

Ottavio Bianchi ha parlato alla Gazzetta dello Sport dicendo la sua in vista del big match di domani sera tra Milan e Napoli:

«Sarà uno spettacolo. Sono due formazioni che ripartono da una serie di certezze consolidate, Pioli e Spalletti sono stati confermati e c’è una continuità dal punto di vista tecnico che ha ridotto la fase di assestamento tipica delle prime settimane. È un vantaggio che si riflette in modo tangibile. Le altre candidate mi sembrano meno continue».

Le vede in testa anche nella fase decisiva del campionato?

«Siamo ancora agli albori, se già normalmente è difficile fare pronostici di questo tipo, figuriamoci in un anno anomalo dove ci si fermerà per un mese. Anche perché chissà come torneranno i calciatori che saranno impegnati ai Mondiali in Qatar».

Non ci saranno, tra gli altri, Osimhen e Leao. Quale assenza peserà di più?

«Indubbiamente sono giocatori molto interessanti, ma sono due rose talmente attrezzate che non possono fornire alibi, specialmente per chi ha determinate ambizioni. Poi il calcio è gioco di squadra, c’è un detto che ripetevo sempre: “Il collettivo esalta il singolo, il singolo viene esaltato dal collettivo”. Non c’è spazio per ragionare su un solo elemento».

Ci sono stati cambiamenti negli azzurri. Crede che siano più forti adesso?

«Questo potrà essere stabilito soltanto alla fine della stagione. Di certo è un organico ben costruito, le novità sono state assorbite molto bene. È una realtà notevole, inoltre nel complesso la squadra è ringiovanita e costa meno. Milan e Napoli hanno un modello simile, da seguire per tutti quei club che vogliono coniugare i risultati sportivi ad un bilancio in salute».

Spalletti e Pioli come Bianchi e Sacchi: accostamento azzardato?

«Questi paragoni mi fanno sorridere, li lascio agli altri. Analizzare il passato così lascia il tempo che trova. Il lavoro che stanno facendo, comunque, è di valore. Sono riusciti a far esprimere le rispettive squadre in modo divertente ed efficace e in Italia non è così usuale».

Come si prepara un incontro così sentito?

«Nel mio ambiente un buon consiglio è un errore, un ottimo consiglio è una tragedia, quindi preferisco non darne. I contesti sono accomunati soltanto da un sostegno viscerale delle due tifoserie anche se Napoli, avendo un solo club così importante, probabilmente è irraggiungibile sotto quest’aspetto».

Si dice sempre che ogni partita valga tre punti, eppure stavolta non sembra proprio così.

«È oggettivo: non si può allungare in modo schiacciante e non è nemmeno decisiva visto il momento. Non dà nessun vantaggio particolare se non quello degli scontri diretti e resta ancora la gara di ritorno. Fatte queste premesse, sono d’accordo nel dire che c’è qualcosa in più: chi vince guadagna moltissima autostima e non è un fattore da sottovalutare per il prosieguo della stagione».

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