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Bergomi: «Milan e Inter arrivano al Derby con tensione, non giocheranno per vincere»

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Le parole di Beppe Bergomi in vista di Milan Inter, intervistato dalla Gazzetta dello Sport

Le parole di Beppe Bergomi in vista di Milan Inter, intervistato dalla Gazzetta dello Sport.

PRIMO DERBY – «A noi bastava un pareggio per passare, loro andarono avanti, pareggiò Altobelli e poi segnò Jordan: ricordo che era quasi finita, ci fu questo calcio d’angolo di Pasinato dove andammo in tanti a saltare. Spillo di testa me la appoggiò giù, io calciai al volo di sinistro e la palla passò sotto una selva di gambe e si infilò in porta. Bellissima, molto forte. A casa ho ancora una foto con Bersellini che entrò in campo ad abbracciarmi con Marini e Beppe Baresi. Quel gol lì ci ha permesso poi anche di vincere quella Coppa Italia. Per me ragazzino fu incredibile: primo derby e subito un gol decisivo»

MILAN E INTER – «A sensazione, vedo due squadre che arrivano a questo derby con tanta tensione addosso, per come è finito l’ultimo. Due squadre che non stanno bene e che magari giocheranno non tanto per vincere, ma per non prenderle»

REGOLA DEL GOL IN TRASFERTA – «Sì, una roba che doveva finire prima secondo me. Anche la semifinale andrebbe fatta in una gara secca. Si gioca troppo, e l’Inter è la dimostrazione di quanto logorino i tanti impegni. Ci sono uomini chiave in difficoltà: Brozovic, Perisic e Barella sono stanchi. Bisognerebbe avere più tempo per recuperare per avere più partite belle. Milan e Inter hanno speso troppo finora, poi magari il derby tira fuori energie inaspettate e ci godiamo un grande spettacolo…»

ATTACCO INTER – «Lo stato di forma di Lautaro in primis. Dzeko fa il suo, ma ha pure 35 anni, Sanchez e Perisic pure sono over 30. L’Inter non è giovane, per giocare bene ha bisogno di un lavoro molto dispendioso: è stata per lunghi tratti la squadra che portava più uomini nella metà campo avversaria. Correa ha caratteristiche diverse dagli altri e ha il guizzo nell’uno contro uno che spacca la gara. È mancato tanto ad Inzaghi. Dzeko e Lautaro fanno fatica: il Toro non dà profondità e ha bisogno di un riferimento diverso come era Lukaku. Edin e Lautaro restano comunque la coppia migliore, ma devono trovare un’intesa migliore».

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