HANNO DETTO

Barella: «Contro il Belgio il tiro più potente della mia carriera»

Pubblicato

su

Nicolò Barella ha concesso un’intervista ai canali ufficiali della FIGC dove ripercorre la sua carriera. Le sue parole

Nicolò Barella ha concesso un’intervista ai canali ufficiali della FIGC dove ripercorre la sua carriera in azzurro. Le parole del centrocampista.

«Sicuramente l’aver iniziato dall’Under 15 a Coverciano per arrivare alla Nazionale A è una grande emozione. Ci sono stati tanti compagni con cui condivido ora l’esperienza dell’Europeo. Sono davvero felice ed è un orgoglio. Penso sia il sogno di ogni bambino vestire la maglia della nazionale, sia della Nazionale A che dell’Under 15».

FOTO – «Fa strano vedere le foto. Qui c’è Ghiglione che ho incontrato in Serie A, vedermi così giovane è bello ed emozionante. Me li ricordo tutti i compagni, eravamo un gruppo divertente, ci divertivamo tanto soprattutto nei ritiri. Avevamo deciso di farci studiare per tenerci allenati, sono bei ricordi perché in un momento di studio riuscivamo a ridere».

MONDIALE UNDER 20 – «Bellissimo ricordo di quello che hanno fatto i miei compagni ma per me non è stato bellissimo, ho ancora la cicatrice dell’infortunio e ho dovuto abbandonarli. È una delle emozioni più belle della mia vita perché dopo il gol Beppe (Panico ndr) aveva tirato fuori la maglia con il mio nome e mi aveva fatto una dedica. È la maglia è rimasta lì per la semifinale e per la finale 3/4 posto. Bellissimo ricordo, un po’ amaro».

ESORDIO IN NAZIONALE A – «A Genova contro l’Ucraina, ho bene in mente quel giorno: è stato emozionante, all’inizio difficile. E’ l’unica partita che ho sofferto un po’ nel pre, è stato un sogno che si realizzava: avevo il 23 che poi è il numero che ho anche all’Inter, caso della vita. E’ un ricordo che porterò sempre con me, spero che i tanti ragazzi che giocano a calcio possano realizzare i propri sogni».

ITALIA SPAGNA A BOLOGNA – «È stata la prima partita dell’Europeo Under 21. Tutti davano la Spagna super favorita, poi ha dimostrato il perché, ma noi pur essendo andati in svantaggio siamo riusciti a vincere 3-1. È stato bellissimo perché c’erano tantissimi giocatori con cui ho fatto dall’Under 15 e quindi arrivare a giocarsi qualcosa di importante insieme a loro è stata un’emozione. Mi ricorderò sempre i festeggiamenti una volta rientrati dagli spogliatoi..uno dei dispiaceri più grandi è non esser riusciti a vincere quell’Europeo per errori nostri».

PRIMO GOL – «A Udine contro la Finlandia, qualcuno mi ha preso in giro dicendo che non fosse mio per deviazione: mi fa ridere vedere l’esultanza, è stato un urlo di gioia, mi sono liberato da tante cose. Ogni volta che la vedo mi fa piacere, io non faccio tanti gol: i pochi che faccio li ricordo e li porto dentro».

GOL AL BELGIO – «Non penso di aver mai tirato così forte in vita mia. Anche se recente è stato bellissimo perché è arrivato dopo un po’ di critiche ed è stato bello riuscire a liberarmi di tante cose che avevo dentro. Volevo dare una mano alla squadra in qualunque modo e fino a quel momento non c’ero riuscito con tutto me stesso. Sono stato molto felice ed emozionato anche per le parole di qualche compagno, mi hanno aiutato: sono contento di aver vissuto con ragazzi speciali un gol così importante per la nostra Nazionale».

Exit mobile version