2014

Balotelli torna al Meazza tra l’indifferenza degli ex tifosi

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Stavolta i tifosi non lo inciteranno nè lo fischieranno: l’accoglienza che domenica sera lo stadio di San Siro riserverà a SuperMario per l’evento Italia-Croazia sarà la stessa che darà a tutti gli altri giocatori. Sostenitori e ultras, nerazzurri e rossoneri, tutti unanimi nel tenere abbassati i riflettori della scena dal ‘bad boy’, e al contempo consapevoli di non aver più nulla da dire e da spartire con un campione profetizzato e tale mai divenuto. Quello stadio ha offerto a Balotelli ben 2 chance per il salto da giocatore a top player, entrambe gettate al vento, e l’attuale esperienza a Liverpool sta piano piano togliendo a Milan e Inter le residue responsabilità per la sua lenta crescita tecnica e morale.

A questo proposito Franco Caravita, leader storico della Curva Nord dell’Inter spiega: “Vederlo tornare a San Siro con la maglia della Nazionale non mi fa nessun effetto. Per noi è un calciatore come gli altri anche perché con la nostra maglia non ha fatto la storia. Ripensando ai suoi anni all’Inter mi viene in mente il gestaccio del lancio della maglia al termine della semifinale di Champions, un comportamento che nessuno gli ha perdonato”.

In Giancarlo Capelli, voce della Curva Sud milanista, oltre all’indifferenza emerge anche l’umano dispiacere per una carriera fino a questo momento colma di rammarico: “Dipenderà da come si comporterà in campo, ma tornerà con la maglia della Nazionale e quindi non credo che sarà fischiato. L’importante è che capisca che la carriera prima o poi finisce e che non può sprecare occasioni su occasioni. Vedere andar via un campione come lui un po’ dispiace, ma condizionava tutto l’ambiente ed è meglio avere giocatori meno forti che però danno tutto”.

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