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Allegri in conferenza: «Ho visto Gattuso più pacato, spero che domani s’incazzi un po’»

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Allegri ha parlato in conferenza stampa della sfida di domani sera tra Juventus e Milan tirando una frecciatina scherzosa al collega ed ex giocatore Gennaro Gattuso

Allegri in conferenza stampa alla vigilia di Milan-Juventus, finale di Coppa Italia, ha così parlato della propria ex squadra oggi nelle mani di un suo vecchio giocatore, Gennaro Gattuso. Ecco le parole del tecnico bianconero: «Domani abbiamo una partita che per noi è molto importante, visto che ci permetterebbe di chiudere la stagione con un trofeo considerando che fino a che non ci sarà la matematica lo Scudetto ancora non l’abbiamo vinto. Dobbiamo arrivare a questa gara con grande entusiasmo dopo aver stentato un po’ nelle ultime partite, il Milan è sempre il Milan: come diceva Gigi (Buffon ndr) Juve-Milan sono sempre partite equilibrate soprattutto in una finale».

SU GATTUSO – «Rino è un appassionato di calcio ed è un testone, voleva fare l’allenatore. S’intravedeva già quando giocava e io allenavo, non è mai semplice sedersi sulla panchina del Milan soprattutto dopo situazioni non facili in carriera in contesti difficili come Sion e Pisa. Quando sei stato un grande campione rimettersi in gioco non è mai facile, ripartire dalla Lega Pro non è mai stato. Vedendolo oggi lo vedo migliorato e anche un po’ più pacato, spero che domani sera s’incazzi un po’ perché significa che le cose staranno andando bene per noi».

DIFESA – «Se non dovesse farcela Benatia giocherà Rugani, abbiamo solo tre centrali ma potrei anche schierarli tutti insieme. Dobbiamo stare concentrati perché il Milan è una squadra tecnica, è una finale e bisogna giocarla con equilibrio e soprattutto testa».

SCUDETTO E COPPA – «Coppa o non Coppa se domenica vinceremo lo Scudetto sarà il settimo consecutivo e questa stagione si confermerà essere stata straordinaria. Le critiche c’hanno fatto bene perché ci sono serviti per crescere e migliorare. Non mi aspetto i complimenti di tutta Italia anche perché il merito quando si vince è sempre dei giocatori, quando si perde la colpa è anche del tecnico». 

SULLA CARRIERA – «Ho raggiunto la punta massima dopo aver allenato il Milan e ora alla Juve, sono stato fortunato nell’aver avuto a che fare con giocatori e persone straordinarie altrimenti non avrebbero fatto parte di queste due società». 

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