2015

90′ alla fine della stagione del Milan, ma qualcosa si salva …

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Questa sera si disputeranno gli ultimi 90′ della stagione del Milan, che definire deludente è un eufemismo. Ancora una partita, a Bergamo contro l’Atalanta, prima di mettere in archivio l’annata 2014/2015, che doveva rappresentare quella della svolta. Per trarre un bilancio complessivo, cerchiamo di trovare elementi positivi, da cui si possa ripartire – si spera – in vista della prossima stagione: sembra paradossale, considerate le critiche a Galliani per un mercato non all’altezza del nome Milan, ma i migliori della rosa per rendimento sono per distacco Diego Lopez e Bonaventura, entrambi acquistati nel mercato estivo attraverso la tattica dei “parametro zero” o comunque dal budget limitato (5 milioni per Jack). Anche Antonelli, arrivato a gennaio, ha fornito prestazioni più che dignitose sulla fascia sinistra. E, se vogliamo, anche Menez – autore di 16 gol, nonostante la metà su calcio di rigore – ha disputato una buona stagione, tralasciando le sue lacune tattiche dettate dal voler accentrare il gioco su di sé (vedasi il gol subito a San Siro contro l’Atalanta, “propiziato” da un tacco inutile a centrocampo del francese, che ha innescano l’azione orobica).

TANTI ASPETTI NEGATIVI. Passando al lato negativo, c’è da sottolineare una carenza lampante di gioco, che, dopo un’inizio anno in cui l’idea tattica di Inzaghi sembra una fotocopia di quella di Zeman (3-2 alla Lazio e 4-5 a Parma nelle prime giornate di campionato), ha stagnato la squadra rossonera in mezzo alla classifica. In aggiunta a questo, è mancato il salto di qualità che si chiedeva ai giovani su cui il Milan si doveva aggrappare: De Sciglio, dopo un inizio anno disastroso, ha iniziato ad avere problemi fisici, che hanno limitato la sua stagione ma l’espulsione subita dopo 40” a Napoli costituisce un campanello d’allarme in un percorso di crescita che ancora deve essere definito. Anche El Shaarawy ha passato gran parte della stagione in infermeria ma, quando ha giocato, ha fornito prestazioni opache e ben al di sotto delle aspettative (3 gol in stagione sono decisamente pochi).

LA SOCIETÀ. Gran parte delle colpe per l’annata negativa dei rossoneri sono da affibbiare alla società per aver gettato Inzaghi – allenatore alle prime armi – in un contesto non facile e con una squadra non all’altezza delle aspettative di inizio Campionato (si parlava di Scudetto o “almeno in zona Champions“… Oltre a ciò, la dirigenza ha dimostrato di capirci ben poco nella finestra di mercato di Gennaio; Torres arriva come attaccante titolare ma, dopo alcune prove deludenti dettate anche da una mancanza di palloni giocabili dalle sue parti e con sole 10 partite e 1 gol all’attivo viene ceduto all’Atletico in cambio di Cerci. L’ex Torino sarebbe dovuto essere il titolare ma ha quasi sempre fatto panchina a Honda e soprattutto ad un Bonaventura tuttofare adattato ala del tridente offensivo. In aggiunta a questo, sempre nella finestra invernale, Galliani si presenta sotto casa (!!) di Destro per cercare di convincerlo a trasferirsi a Milano. Il giocatore accetta ma – più o meno – costituisce la copia italiana e più giovane di Torres – 15 partite 3 gol – rimanendo spesso isolato e con pochi palloni da capitalizzare.

BISOGNA RIPARTIRE. Prendendo in considerazione i lati positivi – esigui al cospetto della miriade di negatività – il Milan deve ripartire sin dall’anno prossimo. Già nel mercato estivo – con o senza aiuti finanziari degli investitori cinesi o thailandesi – occorre fare un colpo per reparto se si vuole allestire una squadra competitiva, almeno per quanto riguarda l‘Italia. In definitiva, occorre avere un PROGETTO che convinca TOP PLAYER ad accettare il Milan, perché il nome che la squadra ha acquisito nel corso della storia si sta sbiadendo, e, con altre annate come queste, rischia davvero di evaporare …

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