ESCLUSIVA – CAMPOPIANO: “MILAN AI CINESI: UNA STORIA TUTTA DA RACCONTARE”

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Intervistato in esclusiva da MilanNews24.com, Pasquale Campopiano, nota firma de il Corriere dello Sport e primo giornalista a parlare della cessione del Milan ad un gruppo di investitori cinesi, ha voluto così fare chiarezza a tutti i tifosi rossoneri riguardo alla firma del preliminare e i conseguenti prossimi passi che la nuova proprietà del Milan compierà nei successivi mesi:

Ciao Pasquale, è un piacere poter avere il tuo punto di vista riguardo una questione così delicata come quella del futuro societario del Milan. I tifosi rossoneri hanno aspettato a lungo e adesso sono impazienti di conoscere la verità su tutto quanto accaduto: 

“Il piacere è mio. Non me ne parlare (ride) per lunga parte di questi mesi sono stato al centro di dibattiti agguerriti tra chi diceva che i cinesi non fossero mai esistiti e trattative interrotte da un giorno all’altro, ho passato diverse notti in bianco”.

Veniamo perciò alla prima domanda, la più importante: i cinesi esistono davvero?

“Premetto subito che a garantire, tanto la veridicità di tale operazione, quanto la serietà degli imprenditori cinesi, non c’è un uomo qualunque ma la personalità più importante della Cina, Xi Jimping, Presidente della Repubblica popolare. E’ stato infatti lui ad autorizzare ed a sponsorizzare tale iniziativa, tant’è che – e qui vi svelo un retroscena – nelle 48 ore di buio successive alla fine della trattativa con GSR (Sonny Wu), gestita dagli advisor Gancikoff e Galatioto, è stato proprio Jimping l’uomo che, più di tutti, si è impegnato a trovare dei nuovi compratori. Direi pertanto che sì, i cinesi sono reali e molto, molto concreti”.

Nel comunicato diramato da Fininvest il giorno della firma dell’accordo preliminare si è parlato di 100 milioni (15 ora e 85 entro il prossimo mese) da investire per rinforzare la squadra. Visto che siamo già all’otto agosto è possibile pensare che Fininvest possa anticipare la seconda tranche? 

“Riguardo agli investimenti ti dico subito che i 100 milioni di cui parlava anche il comunicato Fininvest, non rappresentano altro che la penale che le due parti (Fininvest e l’agglomerata cinese) si impegnano a pagare qualora uno dei due dovesse decidere di abbandonare il tavolo delle trattative prima del closing. Questi 100 milioni sono pertanto garantiti ma, personalmente, dubito che Fininvest possa decidere di esporsi già in questa sessione di mercato prima di vedere il tutto nero su bianco. Purtroppo per i tifosi milanisti la fallimentare trattativa con Bee Taechaubol e gli investimenti anticipati da Berlusconi (90 milioni nella passata campagna acquisti ndr) ha reso tutti un po’ più diffidenti”.

Tanti i discorsi nati in questi giorni: c’è chi parla di futura quotazione del Milan nella borsa di Hong Kong e chi di azionariato popolare, entrambi veri? 

“La quotazione nella borsa di Hong Kong, che annunciai già nel mio primo articolo scritto su il Corriere dello Sport riguardo alla cessione del Milan ad investitori cinesi, non è una cosa che potrà concretizzarsi nel giro di pochi giorni o settimane. Per quanto riguarda l’azionariato popolare molto dipenderà dalla distribuzione del 99,3% delle partecipazioni che il fondo cinese si è impegnato ad acquistare. In tal senso facciamo chiarezza, è vero che attualmente le uniche facce che si sono viste sono quelle di Han Li e Yonghong Li (Sino-Europe) ma è altrettanto vero che loro rappresentano soltanto il 30% delle quote comprate; c’è ancora un altro 69,3% di cui non conosciamo i proprietari ma su cui possiamo già farci un’idea: ricordi quando la televisione di Stato cinese aveva ufficialmente annunciato l’acquisizione del Milan da parte di Baidu ed Evergrande? Ecco. Ciò che è certo è che la Sino-Europe ha già lettere di impegno con altri investitori per l’acquisizione del 99,3% delle quote societarie del Milan; qualora qualcosa dovesse mancare, probabilmente, per colmare, si interverrà con l’azionariato popolare”.

Silvio Berlusconi manterrà la presidenza onoraria ma possiamo affermare con certezza che il prossimo presidente del Milan sarà cinese? 

“Sì, i cinesi metteranno probabilmente un proprio uomo al vertice dell’organigramma societario. E’ ancora presto per fare nomi ma potrebbe anche trattarsi proprio di un funzionario dello Stato cinese che rivesta la figura di presidente/garante”.

Galliani già qualche settimana fa ha annunciato che questa sarebbe stata l’ultima sessione di mercato da Ad del Milan, poi spazio a Fassone. Ma chi si occuperà di mercato? Chi sarà il prossimo direttore sportivo rossonero?

“Fassone, nelle vesti di direttore generale, era previsto anche nella trattativa gestita da Gancikoff e Galatioto, quindi niente di nuovo. Attualmente il ruolo di Fassone è quello di Advisor ma dal closing in poi acquisirà pieni poteri. L’idea dei cinesi è però quella di affiancare a Fassone una figura che si occupi dell’area tecnica, più nello specifico di mercato e so per certo che Walter Sabatini piace molto alla nuova proprietà”.

Albertini, Maldini, Costacurta sono tutte leggende rossonere che non hanno trovato spazio in dirigenza durante la gestione Berlusconi e che ora con la nuova proprietà sembrerebbero essere tornati in auge, cosa c’è di vero?

“Ti posso dire con certezza che i nomi di Albertini e Maldini sono circolati nei corridoi di via Aldo Rossi nel corso di questi mesi pertanto qualcosa di vero deve esserci. Tuttavia non dobbiamo immaginare la nuova cordata cinese come un gruppo di investitori che mossi da sola passione hanno deciso di investire oltre 700 milioni di euro sul Milan, qui stiamo parlando di imprenditori seri con un piano di investimenti a lungo termine molto importante e ciò presenta lati positivi e negativi: di positivo, per i tifosi del Milan, c’è sicuramente il fatto che da grandi imprenditori quali sono il loro massimo scopo sarà quello di generare profitto e nel calcio il profitto lo fai solo vincendo; di negativo, invece, ci sarà la mancanza di scelte passionali come quelle di Moratti e Berlusconi e il romanticismo sicuramente ne perderà”.

Perfetto Pasquale, abbiamo finito. Grazie per la disponibilità: 

“Grazie a te ma, fidati, ci risentiremo presto. Non è ancora finita”